#FacciamoInformazione – Riforma del Titolo V Cost.

Per questa prima “uscita” mi occuperò, senza reale competenza ma solo munita di informazioni e incroci con gli studi effettuati sui miei manuali di Giurisprudenza, di un argomento piuttosto delicato e per cui vale la pena spendere qualche parolina.

Riforma del Titolo V della Costituzione.

1) Cos’è una Costituzione? E’ un atto normativo 

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Persa.

Il blog torna ad avere la sua anima, ma a quale prezzo?

Un prezzo molto amaro, per colpa della sua anima e per colpa del chiacchiericcio. Un’anima colma di input che non riesce a sviluppare, a non dare a sua volta giusti stimoli. Avrebbe dovuto farlo. Se sto scrivendo alle 2.08 è perché credo di aver perso la persona che ho più amato da quando conosco l’amore. Mi sento vuota e allo stesso tempo illusa: vuota, perché non ho più niente nel petto, solo un mostro nello stomaco e un una pressa che stringe la mia testa; illusa, perché spero che, rivedendoci, si risvegli qualcosa.

Ma temo che non accadrà. Ho tanta paura.

Considerazioni delle 13:19.

Partendo dal presupposto che non so di cosa parlare, dico che dovrei studiare per l’esame che ho tra 7 giorni. Ed io nei prossimi 6 ho così tanti impicci che non so come fare, ma okay. Ovviamente mi maledirò per il mio scarso tempismo, o la mia eccessiva voglia di cazzeggiare, ma pianificare non è mai stato il mio forte, né mai lo sarà, per due motivi: il primo, perché ho la tendenza a sbriciolare qualsiasi pianificazione giornaliera; secondo, perché il mio stile di vita sbriciola qualsiasi pianificazione giornaliera. Insomma, o per colpa mia o per colpa degli altri, mando all’aria i miei piani. Proprio per questo, ho deciso di prendere la giornata come viene.

Ed oggi la giornata è ottima: non ho sonno, ho fretta di studiare e mio padre sta preparando le pennette al salmone per pranzo.

Ultimamente penso molto al mio futuro: a differenza di qualche anno fa, adesso vedo il nulla; sarà perché ho smesso di vivere a lungo termine, in fondo non mi viene da pensare a cosa farò domani – a parte eventuali impegni presi già da tempo e da cui non posso scappare. Mi spiace non poter intravederne almeno un brandello, ma è pur vero che non si palesa solo perché, in realtà, non esiste. Sono mesi che penso seriamente di inventare il mio lavoro. Non so come, ma lo farò e ci riuscirò.

Adesso vado a studiare. Ho un bisogno impellente di farlo.

Magari mi prendesse così più spesso!

Storielle. #2

“Tu sei furbo, però…!”

“Così dicono…”

Ed ecco che si avvicina. Lei trema. Un bacio lento, dolce, sicuramente unico. Si separano. Lui sale velocemente in auto e lei si dirige verso la propria, una retromarcia impazzita ed eccolo di nuovo a pochi metri da Lei. Scende dall’auto, la spinge contro la portiera, la blocca col proprio corpo, la bacia ancora e ancora… Lei si lascia baciare e a sua volta bacia, mentre un brivido le corre lungo la schiena. Stavolta si separano definitivamente. Entrambi salgono veloci sulle proprie automobili e percorrono la stessa strada fino all’incrocio. Lui accosta, si ferma, abbassa il finestrino e Lei lo affianca, facendo lo stesso.

“Che c’è?” dice Lei.

Lui ingrana la prima, le sbarra la strada e scende.

E’ mezzanotte: per strada ci sono solo le luci dei lampioni, due auto ferme in mezzo e un pazzo che se ne frega di tutto e si prende l’ultimo bacio della serata, il primo di una lunga serie.

Back to the Origins.

Un ritorno alle origini, nel senso di ritorno sul blog. E’ un po’ che non scrivo più e penso di riprendere le vecchie “rubriche” che nessuno ha mai letto. Un ritorno mosso dall’unico sentimento che ho nel petto e che pensavo non avrei mai provato di nuovo.

Si chiama Odio.

Sintomatologia fisica dell’odio – dolore al petto, mal di testa cronico, difficoltà a respirare, nodo alla gola, infinita voglia di piangere.

Sintomatologia psicologica dell’odio – non riesco ad essere obiettiva, però è un po’ come sentirsi un campo bruciato: nero, spoglio e sterile.

Ti odio. Ti odio come difficilmente ho odiato in tutta la vita.

Alla fine ho scritto sul blog, visto?

2015.

Quanto è triste leggere il Corano e vedere che ci sono analogie con la Bibbia.
E’ triste perché mi fa pensare all’inutilità delle guerre religiose.
Chi non vuole credere, ebbene non creda.
Ma io che sono credente dico questo: c’è un solo Signore chissà dove e ognuno di noi lo chiama Dio oppure Allah o ancora in chissà quale altro modo mescolando la spiritualità con la tradizione del luogo in cui questa si è sviluppata.
Ecco perché le religioni (fenomeni UMANI) sono poi leggermente diverse tra di loro. Ciò che conta è che nei tratti essenziali queste siano analoghe, a testimonianza del fatto che tutto il resto è intriso di vicende umane e niente più.
Non siamo affatto gli esseri più intelligenti, più rispettosi e più emancipati della Terra. Perché?
Finché ci saranno coppie sposate che si separano e continuano a farsi guerra egoisticamente incuranti della sofferenza di un figlio, non si può parlare di rispetto, di intelligenza, di emancipazione.
Finché ci saranno persone che trattano il partner come un oggetto di loro proprietà, non si può parlare di intelligenza, di rispetto, di emancipazione.
Finché ci saranno persone che non lottano per difendere la libertà e la dignità, non si può parlare di intelligenza, di rispetto, di emancipazione.
Finché ci saranno persone che vedranno nella distruzione una fonte di lucro, non si può parlare di intelligenza, di rispetto, di emancipazione.
Finché ci saranno persone che giudicano, non si può parlare di intelligenza, di rispetto, di emancipazione. Chi giudica dà per scontato che il proprio punto di vista sia indiscutibile e pone dei limiti a coloro che finiscono sotto il loro mirino: non solo pensare di essere indiscutibili è da persone ignoranti (ignoranti di tutto ciò che potrebbero sapere confrontandosi con altri soggetti), ma demolisce lo spazio altrui sfondando la barriera del rispetto (che, al contrario, è indiscutibile e imprescindibile) e, come già detto, pone dei limiti. Nel senso che si pongono degli ostacoli nella vita altrui in modo tale da farli sembrare un difetto insormontabile, la cui vera esistenza è da provare. Solo attraverso un’analisi introspettiva è possibile stabilire se il limite c’è o meno, il quale, a questo punto, non si chiamerebbe “limite”, bensì “problema”. E il problema va risolto in un unico modo: innanzitutto, ammettendo che il problema esiste. Poi, sfruttando tutte le potenzialità che ognuno di noi possiede per poter raggiungere un obiettivo nel modo migliore possibile. QUESTA E’ EMANCIPAZIONE. La gente dovrebbe solo esprimere opinioni, non giudizi, e accettare le opinioni altrui con umiltà e positività. Gli idioti giudicano, mica le persone intelligenti e questo è un dato di fatto.
Finché ci saranno persone che non si spingono oltre le apparenze e non interpretano il mondo (e i Testi Sacri di qualsivoglia religione), non si può parlare di intelligenza, di rispetto, di emancipazione.
Finché ci saranno persone che si mascherano dietro un credo per poter muovere una guerra che andrà a discapito di molti e a vantaggio di una casta, non si può parlare di intelligenza, di rispetto, di emancipazione.
Finché ci saranno persone che vogliono un ritorno al Medio Evo, non si può parlare di intelligenza, di rispetto, di emancipazione.

Potremmo essere i migliori del mondo, ma non lo siamo.
Però lo si potrebbe diventare, se solo cominciassimo ad ammettere che ci sono problemi nel nostro genere e che non sono poi così lontani come crediamo solo perché non li viviamo.

Natale a metà – Storia numero 1.

A lato del portone, una ghirlanda rossa a forma di cuore e sul pomello un fiocco rosso: si vede che è arrivato il Natale. Apre la porta. L’ennesima bella e lunga ghirlanda sul caminetto ornata di candele dorate e fiocchi rossi, poi l’albero con palline e luci scintillanti, statuine natalizie sulle mensole e i nastrini lungo il corrimano della scala. E’ proprio Natale e l’atmosfera così curata mette di buon umore. Sale le scale per giungere al piano superiore e i nastrini si interrompono bruscamente alla fine del pianerottolo, nonostante ci sia ancora un piano e, quindi, un altro corrimano da ornare. Lo sguardo, prima brillante di allegria, si spegne all’improvviso: continua a salire le scale per raggiungere la sua stanza. Si ferma sull’ultimo pianerottolo con la testa china, entra nella stanza e la schiena è curva, troppo alto per quella soffitta. Si butta sul letto, circondato dal disordine e dalla polvere, si addormenta. La sua donna lo ha escluso anche dal Natale.

Old vs New.

“Di bello ti dico che mi sono fidanzato con lei: si chiama Giulietta Alfa Romeo! Non ho tempo per ‘ste quattro zoccolette, lei dà più soddisfazioni. Ti giuro, non è per vantarmi e credimi davvero… Ma non puoi capire con quante ragazze mi sono sentito e i ‘vaffanculo’ che ho mandato. Mettendo da parte il fatto ‘troie’, capisco sempre di più che la gente non ha valori, non sa quello che vuole… Piace tanto giocare e perdere tempo. Io non so come possa essere, ma è così. Io a 22 anni so cosa voglio: se provo interesse per una persona mi viene spontaneo volerci stare e condividerci la mia vita, ma a quanto pare ce ne sono poche di persone che la pensano così, io lo sono e me ne vanto, anche se poi faccio la fine dell’ortolano col cetriolo…! L’ultimo ‘vaffa’ mi è partito 5 giorni fa. Guardandomi intorno, sono convinto che davvero sto bene con la mia Giulietta.”

“Senti, ma… Sta’ zitto, cioè, m’è partita propo la brocca co Tizio, è ‘n periodo che va propo dimmerda, e… mmm… praticamente, so’ andata al campeggio e ho conosciuto un ragazzo insieme aa’ mijore amica mia; e abbèè ‘nsomma se piacevamo, ma lui o sapeva che a Città ci avevo Tizio e cioè, quindi… Ho fatto la brava. Poi co Tizio sempre più litigate, sempre più litigate e mo me sto a conosce co uno, perché so’ stata ‘na settimana a Unpostofigochetutticonoscono, aemo fatto l’amicizia co’ due coppie de ragazzi e mo domani per esempio annamo in Regione a trova’ questi, no? E ‘nvece l’artri so de Altracittà… E io me sto a senti’ co quello de Altracittà! Lascia sta’… ‘n macello, questo è fidanzato tipo da Dataindefinitamafidatevecheètanto… Ogni vorta che me chiama la pischella – perché lei me chiama perché semo amiche – lascia perde… Io non so che dije…”

Salve.

Io sono assai convinta che abbiate capito di cosa sto parlando e non sarò affatto di parte. Non voglio affrontare il tema “i maschi sono tutti uguali perché pensano che le femmine siano tutte facili”, ma “3/4 delle ragazze e donne di oggi hanno il cervello impallinato”. Magari in un altro post mi soffermerò sulla totale mancanza di valori (in entrambi i sessi), ma adesso punto l’obiettivo sul gentil sesso che di gentile ha ben poco, ormai. L’intraprendenza e l’emancipazione del genere femminile ha cristallizzato la convinzione che la parità dei sessi esista davvero, anche sugli atteggiamenti da tenere. Vi sembrerà davvero strano, il mio discorso, e lo so perfettamente: ma sono del parere che su certi aspetti le donne debbano essere donne, e non brutte copie di uomini, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Innanzitutto, dico che la parità dei sessi non esiste e mettetevelo in testa. Non esisterà MAI. Ma finché una donna lotta per guadagnare la stima dei consociati in modo onesto, mettendo in risalto le proprie potenzialità e qualità, ma soprattutto dimostrando di avere sale in zucca, sani princìpi, è una vera DONNA. Poi quando si sconfina nel “usiamo ogni mezzo possibile per arrivare all’obiettivo” mi innervosisco,  perché non solo scadiamo nella mancanza di meritocrazia vera, ma anche nello squallore più nero. Le donne subdole di natura sono anche quelle meno dignitose, quelle che spalmano il proprio culo sul web, quelle che arrivano in alto saltando decine di paletti senza, purtroppo, che nessuno di essi si incastri durante l’ennesimo salto.

Ma questo è il mondo visto coi miei occhi, che appartengono ancora alla vecchia generazione e che rivolgono l’attenzione alla vecchia generazione di donne. Se guardo avanti, invece, sento il cervello liquefarsi per poi colare copiosamente dal naso.

Le donne intraprendenti di una volta non esistono più! Adesso ci sono quelle che vogliono essere belle, anoressiche, desiderate, mipiaciate, commentate, instagrammate, tumblrate, twittate, youpornate… Quelle che in discoteca ti fanno il twerking così facilmente che a confronto fare un palloncino con una Big Babol è un’impresa titanica. Quelle talmente squallide che si allenano a fare sesso con degli sconosciuti dentro i bagni delle discoteche perché non vogliono fare brutta figura quando lo faranno per la prima volta con il loro fidanzatino cornuto. Quelle che ci provano con i ragazzi fidanzati creando scompiglio e se poi tocchi il loro c’è il rischio che ti becchi tante di quelle mazzate da restare compromessa a vita. Quelle che fanno seriamente le troie e poi insultano ragazze o donne normalissime di essere troie. Le madri di famiglia che si dimenticano i figli in macchina e li fanno morire, quelle che il piccolino lo mettono in lavatrice, quelle che hanno paura di puzzare e si fanno lunghi bagni con i sali, le essenze, si strappano l’anima dall’estetista e poi, una volta sposate, tengono la casa peggio di una discarica nonostante non siano donne in carriera. Quelle che “io con l’iPhone ci faccio tutto”, “io c’ho la Louis Vuitton”, “oh ieri sera m’hanno sbattuta in 3!”, “essere vergini a 14 anni è un peso e bisogna liberarsene al più presto”. Un mucchio di esseri di sesso femminile che sono, almeno per un breve periodo, il giocattolo preferito e più ambito dagli uomini. E poi? Finito quel periodo che succede? Niente… Succede che gli uomini cominciano a mettere la testa a posto, a pensare di tirar su famiglia e non riescono a trovare una tipa decente. Una meno schifosa delle altre. Oh ma è triste ‘sta cosa.

Non arrossite più se vi fanno un complimento, non vi godete i momenti belli dell’intimità, non sapete essere gentili, non sapete essere coraggiose e fragili allo stesso tempo, non sapete neanche quello che volete, a parte farvi notare. Tra un sesso ambulante e una donna ci passano infinite differenze. Poi non vi lamentate se vi usano e vi gettano come quei preservativi che di solito fate indossare ad uno dei vostri numerosi partner occasionali. Non siete affatto desiderabili.